15.10.2026

Salute mentale: investire oggi per evitare costi domani

Considerata per molto tempo una problematica riguardante esclusivamente la sfera privata o medica, oggi la salute mentale si sta rivelando una sfida fondamentale per le aziende. Stress cronico, ansia, burnout o depressione possono compromettere durevolmente la capacità lavorativa dei collaboratori, con conseguenze rilevanti per l’organizzazione. Oltre al loro impatto umano, i disturbi psichici rappresentano anche un costo importante per i datori di lavoro, gli assicuratori e l’intero sistema sanitario.

Secondo le statistiche dell’Assicurazione Invalidità, oltre il 50% delle rendite d’invalidità è riconducibile a disturbi psichici. Un contesto che solleva imperativamente una domanda: la prevenzione in materia di salute mentale non è forse uno degli investimenti più redditizi per un’azienda? L’obiettivo non è soltanto ridurre le assenze per malattia, bensì anche diminuire i costi generati.

  1. Una sfida umana… ed economica
  2. Quali iniziative possono mettere in atto i datori di lavoro?
  3. La prevenzione serve anche a controllare i costi

 

1. Una sfida umana… ed economica

Quando un collaboratore è confrontato con difficoltà psichiche, le conseguenze non si limitano alle cure mediche. L’azienda subisce un calo di produttività, i colleghi devono assorbire un carico eccessivo di lavoro con un conseguente aumento del turnover, talvolta una perdita di know-how, oltre a un aumento dei costi di reclutamento e assicurativi.

Infatti, in un’azienda, più numerose sono le assenze per malattia, più aumentano i premi dell’assicurazione d’indennità giornaliera in caso di malattia: alcune aziende pagano così un tasso da 3 a 4 volte superiore alla media cantonale.

La salute mentale non è quindi più soltanto una questione di benessere: influisce direttamente sulla produttività e sulla stabilità dell’azienda.

Agire prima che le difficoltà si manifestino

Se un problema viene identificato tempestivamente, spesso ci sono più possibilità d’intervento e le prospettive di ripresa sono migliori.

Al contrario, quando la situazione si deteriora gradualmente sull’arco di diversi mesi senza essere affrontata, le conseguenze possono essere molto più pesanti, sia per il collaboratore che per l’azienda.

La prevenzione è uno strumento strategico fondamentale.

 

Migliore accesso alle cure, ma il dibattito è tuttora attuale

In Svizzera, da luglio 2022, gli psicologi-psicoterapeuti possono esercitare a titolo indipendente e per conto proprio e fatturare le loro prestazioni all’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie, a condizione che sia rilasciata una prescrizione medica. Un nuovo disciplinamento volto a facilitare l’accesso ai trattamenti psicoterapeutici.

Tuttavia, oggi la Commissione della sanità del Consiglio nazionale intende limitare l’accesso alle psicoterapie rimborsate dall’assicurazione malattia obbligatoria. Il motivo è semplice: i rimborsi per la psicoterapia psicologica sono quasi raddoppiati, passando da poco più di 500 milioni di franchi nel 2021 a oltre 900 milioni nel 2024.

Stando alle valutazioni pubblicate dalle autorità federali, l’accesso alla psicoterapia è effettivamente migliorato e il nuovo modello è considerato un successo dai professionisti e dai pazienti.

Per i datori di lavoro, sorge però spontanea un’altra domanda: qual è il costo di un intervento troppo tardivo?

 

2. Quali iniziative possono mettere in atto i datori di lavoro?

L’organizzazione del lavoro e la cultura aziendale possono avere un ruolo decisivo nella preservazione della salute mentale.

Istruire i manager a riconoscere i sintomi di un malessere psicologico

I responsabili dei team sono spesso i primi a notare i cambiamenti:

  • insolita stanchezza, irritabilità;
  • difficoltà di concentrazione;
  • scarso coinvolgimento, chiusura in sé stessi;
  • calo delle prestazioni.

A questo livello, l’obiettivo non è fare una diagnosi, bensì favorire il dialogo, ascoltare e, se risulta necessario, orientare la persona verso le risorse giuste.

Promuovere una cultura della fiducia

Molti collaboratori aspettano che la situazione diventi critica prima di esternare le loro difficoltà.

Un ambiente in cui ognuno possa parlare delle sue preoccupazioni senza paura di essere giudicato o stigmatizzato favorisce una presa a carico più rapida e spesso evita che i problemi peggiorino.

Valutare regolarmente il carico lavorativo

La prevenzione presuppone anche una riflessione sull’organizzazione.

Determinate situazioni accrescono i rischi di fragilità piscologica:

  • sovraccarico cronico,
  • carenza di personale,
  • obiettivi irrealistici,
  • mancanza di autonomia,
  • conflitti persistenti,
  • mancato riconoscimento.

Affrontare questi fattori spesso contribuisce più efficacemente alla prevenzione rispetto a semplici misure di sensibilizzazione.

Incoraggiare il ricorso tempestivo a un sostegno professionale

Come per molte patologie fisiche, più tempestivo è l’intervento, maggiore è la probabilità che sia efficace.

Informare i collaboratori sulle risorse disponibili e incoraggiarli a chiedere consiglio prima che una situazione diventi problematica rappresenta già di per sé un’azione preventiva.

Monitorare per capire meglio

Le aziende dispongono già di numerosi indicatori utili:

  • tasso di assenteismo,
  • ripetute assenze di breve durata,
  • turnover,
  • risultati di indagini interne,
  • richieste di pianificazione degli orari di lavoro,
  • eventuali difficoltà di reclutamento se l’immagine dell’azienda è compromessa.

Analizzati sul lungo periodo, questi indicatori consentono spesso di identificare eventuali tendenze e di agire prima che la situazione diventi cronica.
 

3. La prevenzione serve anche a controllare i costi

La salute mentale fa ormai parte delle priorità strategiche dei datori di lavoro.

Preservare la salute psichica dei collaboratori permette di rafforzare l’impegno e la qualità di vita sul lavoro, ma anche di limitare le conseguenze economiche legate ai problemi di salute e alle assenze prolungate.

La prevenzione dei disturbi psichici non poggia soltanto su misure individuali. Anche il senso di appartenenza a una squadra, la qualità dei rapporti di lavoro e il sostegno tra colleghi giocano un ruolo importante per il benessere professionale. Un collaboratore che si sente integrato, riconosciuto e sostenuto, generalmente è più preparato ad affrontare i periodi di stress o le difficoltà personali.

In quest’ottica, HOTELA propone, in collaborazione con il nostro partner ITAO, un programma di formazione per ridurre l’assenteismo. Oltre a migliorare l’equilibrio, la postura e a rafforzare i muscoli stabilizzatori, questi workshop pratici favoriscono anche la coesione del team. L’obiettivo è sviluppare simultaneamente la salute fisica, l’impegno collettivo e la qualità delle interazioni all’interno dei vari team.

Quando, nonostante tutto, si verifica un’incapacità lavorativa, il sostegno al collaboratore rimane fondamentale. Motivo per cui HOTELA propone anche soluzioni riguardanti la gestione delle assenze, l’accompagnamento di situazioni complesse e la preparazione del ritorno al lavoro, illustrate in dettaglio in un articolo precedente.

Investire nella salute mentale richiede impegno. Non farlo genera anche un costo.

Ogni assenza evitabile, ogni situazione individuata con largo anticipo e ogni ritorno a una situazione equilibrata favoriscono il benessere dei collaboratori, ma contribuiscono anche a preservare la continuità dell’attività aziendale.

Una migliore prevenzione aiuta a controllare i costi legati alla salute, all’assenteismo e ai premi assicurativi.

La vera domanda forse non è:

Quanto costa la prevenzione?

Bensì:

Quanto vi costerebbe l’assenza di prevenzione?

 

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